Fin dalla prima volta in cui sono salita su una moto, ho pensato che avrei voluto correre in pista. Ci pensavo sin da quando sapevo a malapena fare una partenza senza far spegnere la moto.  Non ho avuto fretta di fare questa esperienza, ma ne ho avuto subito voglia. Dopo corsi su corsi con Andrea Maida (leggi il mio articolo sul MaidaMotoMaster)  ho deciso che era arrivato il momento di provarci. Ho spulciato su internet e chiesto in giro i corsi migliori per neofiti. Alla fine ho deciso di affidarmi al Riding School di Pedersoli, a Franciacorta.

Premessa: andare in pista COSTA, e tanto. 

La prima spese, qualora come me vogliate fare un corso, è proprio il costo del corso. Diffidate da chi vi propone corsi in pista a 50 euro. Spendere cosi poco significa sprecare tempo e denaro, andare a correre con un istruttore che non vi seguirà, probabilmente vi troverete in pista con altre 756 persone e non imparerete nulla. Un buon corso non può costare di base meno di 250/300 euro.

Oltre al costo del corso dovete capire che eventuali altre spese avete. Mi spiego meglio: io ho dovuto affittare un furgoncino per caricare la moto e portarla dalle Marche a Franciacorta, ho passato una notte in un b&b e affittato la tuta intera che non avevo (costo affitto furgoncino + costo pernottamento + costo affitto tuta). Ero però cosi contenta di aver finalmente deciso di concretizzare il mio sogno, che questi soldi sono volati via dal mio portafoglio come noccioline.

P.S.  Vi prego ditemi che non sono l’unica donna che per una giornata di pista spende 600 euro ma poi non va dalla parrucchiera perché costa troppo!

Mi presento la mattina presto all’autodromo di Franciacorta e con mio enorme piacere scopro che insieme a me ci sono almeno altre 7/8 donne. Ci mettono nello stesso gruppo, probabilmente pensando che essendo tutte donne saremmo state tutte e in egual modo le più lente di tutta la giornata

Avevano ragione… ma io non ve l’ho detto!

Facciamo un briefing iniziale con chi ci seguirà per la giornata, Mauro, istruttore di tecniche di guida FMI, istruttore
Harley-Davidson Monza BIKER ACADEMY, istruttore RIDING SCHOOL PEDERSOLI e istruttore Donneinsella.

Finito il briefing, arriva il momento di partire.  Salgo in moto e aspetto il via. Il primo turno sarebbe servito per prendere confidenza con la pista, per rompere il ghiaccio. Sono sulla moto, la accendo, aspetto il via: sono emozionata, lo ammetto, e sorrido pensando che due anni prima non sapevo neanche accenderla una moto.

 SI PARTE! Mi faccio tutta la pista di seconda…….anche il rettilineo!Non cambio mai!!!! ahahah

Ero cosi eccitata che non ho mai neanche guardato a quanto andavo o a quanti giri stavo tenendo la moto. So che le ho tirato il collo, tanto, ed ero gasatissima. FINALMENTE!

Sono andata in pista con un obiettivo preciso: volevo solo andare in moto al mio 100% senza le mille paure dei pericoli della strada. E cosi è stato. Finalmente potevo aprire il gas in uscita di curva, senza paura, senza timore, curva aperta, non c’erano rischi.

Dopo ogni turno segue un briefing con Mauro che insiste su alcune nostre mancanze. Il mio limite più grande è quello di muovermi poco in sella, riesco a buttare giù la moto in piega, ma non esco abbastanza dalla sella col sedere, tant’è che a un certo punto ho grattato la pedana… non la saponetta, la pedana! 

Ad ogni turno però miglioro sempre un pochino. Non ricordi i tempi, non mi interessavano, so solo che ad ogni uscita mi sentivo più sicura, meno agitata, aumentava l’drenalina, e insieme il puro divertimento. 

La giornata è finita troppo presto, andare in pista stanca molto fisicamente e mentalmente, ma sarei tornata volentieri il giorno dopo e quello dopo ancora. Sono riuscita nel mio intento, che era quello di puro divertimento, di adrenalina e mancanza di pericoli. 

moto impacchettata, si ritorna a casa. 

Se qualcuno ha questo desiderio, consiglio di non aver fretta di provare la pista, bisogna avere un minimo di dimestichezza, sapere almeno come il corpo deve spostarsi sulla moto, come si imposta una curva. Consiglio anche di provare con un corso almeno la prima volta. Ma, dopo queste parole quasi da mamma, invito chiunque avesse opportunità ad andare a girare in pista, almeno per togliersi quella voglia matta di aprire che spesso, o almeno cosi dovrebbe essere, in strada non si può assecondare